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Sri Aurobindo - "La Madre" - capitolo primo

CAPITOLO PRIMO

Due soli poteri possono, mediante la loro congiunzione, compiere la grande e difficile opera scopo del nostro sforzo: un'aspirazione costante, ineluttabile che chiama dal basso ed una grazia suprema che risponde dall'alto. Ma la grazia suprema non potrà agire che nella luce e nella verità; non potrà farlo nelle condizioni imposte dalla menzogna e dall'ignoranza. Se dovesse sottomettersi a queste esigenze, incorrerebbe nel fallimento dei suoi stessi piani.

Ecco le condizioni di luce e di verità, le sole accettabili dalla più alta forza super­mentale discendente dall'alto ed aprentesi il passaggio dal basso, per dirigere vittoriosa­mente la natura fisica ed annichilire le sue difficoltà. Occorre un dono di sé totale e sincero, un' apertura di sé rivolta esclusiva­mente verso il potere divino, un' ammissione costante ed integrale della verità che di­scende, un costante ed integrale rifiuto della menzogna, dei poteri e delle apparenze della mente, del vitale e del fisico che gover­nano ancora la natura terrestre. .

Il dono di sé deve essere totale ed estendersi a tutte le parti dell'essere. Non basta che l'essere psichico risponda, che la mente superiore accetti, che il vitale inferiore si sottometta e che la coscienza fisica interiore senta l'influsso. Nulla deve esservi, in alcuna parte dell'essere, neppure nella più esteriore, che si riservi o si nasconda dietro i dubbi, la confusione, i sotterfugi, nulla che si ribelli o si rifiuti.

Che una parte dell' essere si sottometta, ma che un'altra si riservi e segua il proprio cammino o ponga le proprie condizioni, allora, ogni volta che ciò si produce, la grazia divina viene respinta.

Se dietro alla vostra devozione e sotto­missione, i desideri, le esigenze egoiste e le insistenze vitali rimangono intatti, sosti­tuendosi alla vera aspirazione o che li mesco­liate ad essa tentando di imporli alla Shakti, invano invocherete la grazia divina per trasformarvi.

Se aprite alla Verità una parte del vostro essere, e che dal lato opposto lasciate aperte le porte alle forze ostili, è futile sperare che la Grazia divina dimori in voi. Dovete man­tenere il tempio pulito se desiderate che la Presenza vivente vi si stabilisca.

Se, ogni volta che il Potere interviene e fa discendere la Verità, volgete le spalle e richiamate la menzogna che è stata espulsa, non dovete biasimare la Grazia divina di farvi difetto, ma la falsità della vostra volon­tà e l'imperfezione della vostra sottomissione.

Se volete la verità e, nello stesso tempo, qualche cosa in voi sceglie la falsità, l'igno­ranza e il non divino, od anche, semplice­mente, non sia disposta a rifiutare totalmente questi falsi movimenti, allora sarete sempre esposti agli attacchi ostili e la Grazia si ritirerà da voi. Dovete scoprire dapprima ciò che in voi è falso ed oscuro e respingerlo con persistenza; allora, solamente allora avrete il diritto di fare appello al Potere divino acciocché vi trasformi.

Non pensate che la verità e la menzogna, la luce e l'ombra, la sottomissione e l'egoismo

possano essere ammessi a dimorare insieme nella casa consacrata al Divino. La tra­sformazione deve essere integrale, ed inte­grale il rifiuto di tutto ciò che vi si oppone.

Respingete la falsa nozione che il Potere divino farà, che è obbligato a fare, tutto per voi su vostra richiesta, anche quando le condizioni poste dal Supremo non vengano soddisfatte. Che la vostra sottomissione sia vera e completa, allora, e solamente allora tutto sarà fatto per voi.

Respingete anche l'attesa falsa ed indo­lente che il Potere divino compia la sotto­missione per voi. Il Supremo richiede la vostra sottomissione, ma non la impone; sino a quando non giunga la trasformazione irrevocabile, siete libero ad ogni momento di negare e di respingere il Divino e di ricredervi sul dono di voi stessi, se siete disposti a subirne le conseguenze spirituali. La sottomissione deve essere libera e spon­tanea ; deve essere la sottomissione di un essere vivente, e non quella di un automa inerte o di un utensile meccanico.

Si confonde continuamente una inerte passività con la vera sottomissione; ma da una passività inerte non può risultare nulla di vero né di possente. È la passività inerte della natura fisica che la lascia in balia di tutte le influenze oscure ed anti-divine. Affinché la Forza divina possa operare è indispensabile una sottomissione felice, forte e utile, l'obbedienza del discepolo illu­minato dalla Verità, del guerriero interiore che combatte contro l'oscurità e la men­zogna, del fedele servitore del Divino.

Tale è la vera attitudine, e solamente coloro che possono assumerla e conservarla, sapranno mantenere una fede che le delusioni e le difficoltà non scuoteranno, e a superare la prova verso la vittoria suprema e la grande trasformazione.

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Showierloch Comment by Showierloch on May 8, 2007 at 6:42pm
Caro Pino, ho stampato tutto, domani ti leggo con attenzione.
Grazie per il tuo lavoro, lo aspettavo.
Con affetto,

Giorgio

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